Un romanzo tristissimo, nel quale sofferenza e povertà, come facce della medesima medaglia, appaiono indissolubili.
Il destino di una bambina indotta alla prostituzione trova nella prematura morte l'unica soluzione di una storia angosciante e priva di qualsiasi anelito di speranza.
Profondamente introspettivo, l'autore descrive senza veli la sofferenza attraverso i sentimenti di un'innocenza schiacciata senza pietà dalla volgare indifferenza di chi assiste al sacrificio di una minorenne indifesa.
Il romanzo è scritto nel 1902 e si ambienta in una Firenze già segnata dalla contraddizione di ceti sociali tanto lontani tra loro, quanto reciprocamente indifferenti nella soluzione delle difficoltà quotidiane. A dispetto di chi ritiene che i tempi moderni e lo sviluppo siano la sciagura del genere umano, il romanzo ben descrive quanto emarginazione e sfruttamento del più debole fossero presenti all'inizio del secolo scorso.
Evidentemente il titolo inganna: il romanzo niente ha a che fare con la terribile pagina storica della persecuzione contro gli Ebrei, avvenuta circa quattro decenni dopo la stesura dell'opera di Alfredo Oriani.
Un romanzo da non perdere, sicuramente meno conosciuto di quanto dovrebbe essere per il valore che esso rappresenta per la storia della letteratura italiana (se ne trova una copia gratuita in formato digitale in Amazon).
I libri sono un patrimonio universale, suscitano emozioni, suggeriscono nuove idee e modificano il modo di pensare della comunità intera. Anche un solo libro è da ritenersi parte integrante della nostra cultura. Attraverso la lettura ho scoperto verità che mi hanno profondamente influenzato. Ne parlo in questo blog commentando libri che ho letto per piacere o per lavoro.
lunedì 10 agosto 2015
sabato 30 maggio 2015
"La cose nude" di Antonio Ferrazzani (Febbraio, 2015)
Ancora una volta Antonio Ferrazzani ci regala un romanzo impregnato di profonde riflessioni esistenziali, attraverso un'analisi reiterata dei sentimenti e delle emozioni provate dai suoi personaggi. Tante storie incastonate tra loro, come scatole cinesi, in cui chi scrive ha vicente personali che si proiettano, come in giochi di specchi, in vicende e personaggi corrispondenti in altre storie narrate.
Le aspettative deluse dei protagonisti trovano inimmaginabili soluzioni nel valore della fedeltà. Ansia e angoscia si dissolvono se solo si riesce a guardare il mondo nella sua essenzialità ("le cose nude"), fino a guadagnare la fiducia che i fatti, in autonomia, trovano un senso se solo si lascia che accadano. La fedeltà trova così un suo prediletto erede esistenziale nella fiducia.
La chiave introspettiva del romanzo non si arrende neanche davanti all'evento traumatico che tinge l'opera di noir, senza però cadervici dentro, in virtù della ricchezza affettiva che caratterizza tutte le pagine dell'opera.
I fatti sono letti in prospettiva filosofica e psicologica, attribuendo alla storia un carica riflessiva ancora più profonda.
La necessità di scavare nel vissuto dei personaggi può a tratti appesantire la lettura, d'altra parte lo sforzo di arrivare in fondo al romanzo premia il letture con una visione del mondo più piena e consapevole.
lunedì 13 aprile 2015
"Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" di Luis Sepulveda (1989)
Un romanzo dal sapore antropologico. L'uomo immerso in una natura indomabile, costretto a imparare il linguaggio della foresta amazzonica ecuadoriana. Rumori, odori, tracce, piante, animali. Qualsiasi elemento è foriero di segnali che comunicano qualcosa, se solo quei segnali trovano l'occhio esperto di qualcuno che li sa leggere. Ogni civiltà ha la sua cultura, tramandata di generazione in generazione. Usi e costumi consolidati in un rapporto simbiotico col contesto naturalistico in cui si sviluppano. La tradizione diventa una garanzia di un equilibrio tra l'uomo e la natura che garantisce la sopravvivenza, non senza crearsi una tensione in una caccia all'ultimo predatore: già, perché anche l'uomo fa parte della natura e il romanzo ce lo ricorda ad ogni sua pagina. Il senso stesso della vita viene così stravolto in una dimensione che richiama al rispetto per il nemico.
Ai margini della civiltà c'è anche lo spazio per la lettura e per la trasmissione di parole romantiche. Attraverso l'incerta capacità di lettura del protagonista, sembra crearsi un vero e proprio contrasto tra un mondo incontaminato e un altro mondo costellato da città metropolitane. L'altra natura dell'uomo, qui vista da lontano, acquisisce una sua poesia, non meno affascinante e desiderabile.
Ai margini della civiltà c'è anche lo spazio per la lettura e per la trasmissione di parole romantiche. Attraverso l'incerta capacità di lettura del protagonista, sembra crearsi un vero e proprio contrasto tra un mondo incontaminato e un altro mondo costellato da città metropolitane. L'altra natura dell'uomo, qui vista da lontano, acquisisce una sua poesia, non meno affascinante e desiderabile.
lunedì 6 aprile 2015
"Harry Finebecker. Annotazioni per una biografia" di Antonio Ferrazzani, Firenze 2013
Un romanzo dal sapore amaro. L'iperbole della vita fa i conti con le disillusioni, che infrangono uno a uno sogni coltivati in un'intera esistenza personale, specie se fondata su una visione del mondo privo di valori. Ancora una volta Antonio Ferrazzani costruisce una storia che ci immerge in interrogativi esistenziali. Cicli di vita appartenenti a persone vissute in anni molto distanti tra loro trovano curiose coincidenze esperienziali. Una donna madre trova gli appunti autobiografici della vecchia padrona di casa, a sua volta ragazza madre, abbandonata poco tempo dopo il concepimento di sua figlia. Si crea così una dialettica tra le due donne, vissute in epoche diverse, pur provando emozioni sovrapponibili. Nell'assoluto dell'umano, il tempo e lo spazio appaiono dimensioni assai relative. A ben vedere il romanzo è costellato da molti dualismi, quasi a crearsi un universo di percorsi, ciascuno col proprio parallelismo. Tanti i temi trattati: la fedeltà, l'edonismo, i cicli di vita, le emozioni, il coraggio, la malattia mentale, l'omicidio, il concetto di giustizia, la religione, il concetto di Dio, la filosofia, l'esistenzialismo e la fenomenologia.
Ne esce un romanzo intenso, all'interno del quale la vita acquisisce un senso solo se vissuta giorno per giorno. La felicità trova la sua dimensione naturale solo se lasciata lontana dalla necessità di raggiungere a tutti i costi un obiettivo particolare. L'umiltà di farsi delle domane e il coraggio di confrontarsi con qualsiasi risposta pare essere l'unica strategia per scampare al pessimismo nichilistico.
Ne esce un romanzo intenso, all'interno del quale la vita acquisisce un senso solo se vissuta giorno per giorno. La felicità trova la sua dimensione naturale solo se lasciata lontana dalla necessità di raggiungere a tutti i costi un obiettivo particolare. L'umiltà di farsi delle domane e il coraggio di confrontarsi con qualsiasi risposta pare essere l'unica strategia per scampare al pessimismo nichilistico.
domenica 15 marzo 2015
"Il re della pioggia" di Saul Bellow (1958) titolo originale "Henderson, , the Rain King"
Un romanzo pieno di colpi di scena. L'azione è regolarmente intervallata a momenti di introspezione. Il senso dell'avventura sembra trovare un perfetto equilibrio con lunghi spazi di revisione di una vita piena di emozioni: i traumi e i lutti irrisolti si avvicendano insieme ai momenti di gioia. Illusioni e disillusioni, curiosità, paura, coraggio, voglia di sperimentazione alla ricerca di una verità che è tutta dentro di noi. Il senso della vita è in ogni angolo del mondo. Un viaggio, nuove facce e nuove usanze. Il rientro a casa, in famiglia, con nuova energia e rinnovata consapevolezza di quanto sia preziosa la vita.
domenica 22 febbraio 2015
"La musica provata" di Erri de Luca (2014)
Immagini autobiografiche accompagnate da melodie, accordi, canzoni. La musica come colonna sonora di idee, lotte, passioni, amicizie e affetti. Il ritmo ci accompagna in una dimensione che scandisce la nostra esistenza come la punteggiatura di un racconto. Nel corso della lettura sembra di dialogare con l'autore in una delle serate tra amici da lui stesso descritte in compagnia di una chitarra. Calore e riflessioni. Ottima impressione, come al solito, di un autore che non tradisce.
mercoledì 8 ottobre 2014
"Come Dio comanda" (2006) di Niccolò Ammanniti. Vincitore del premio Strega 2007
Molto più di un semplice romanzo, un vero e proprio ciclone che coinvolge il lettore in una magistrale opera scenografica. La crudezza descrittiva crea vere e proprie scene, che pare di vederle davvero. Il ritmo è cinematografico. Un raccondo che assume toni noir e che si rivela dalla prima all'ultima pagina molto intenso su di un piano emotivo, portando la scena dalla periferia degradata di città, fin dentro le mura domestiche di un nucleo familiare in difficoltà (un papà vedovo in difficoltà su di un piano lavorativo e sociale, con l'unico suo figlio adolescente), le bande di compagnie giovanili che sconfiggono la noia con gesti devianti, fino alla follia di un pazzo che uccide senza rimorsi. Una lettura che non può mancare.
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“La famiglia adolescente” (2015) di Massimo Ammanniti, Editori Laterza
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