Un romanzo dal sapore antropologico. L'uomo immerso in una natura indomabile, costretto a imparare il linguaggio della foresta amazzonica ecuadoriana. Rumori, odori, tracce, piante, animali. Qualsiasi elemento è foriero di segnali che comunicano qualcosa, se solo quei segnali trovano l'occhio esperto di qualcuno che li sa leggere. Ogni civiltà ha la sua cultura, tramandata di generazione in generazione. Usi e costumi consolidati in un rapporto simbiotico col contesto naturalistico in cui si sviluppano. La tradizione diventa una garanzia di un equilibrio tra l'uomo e la natura che garantisce la sopravvivenza, non senza crearsi una tensione in una caccia all'ultimo predatore: già, perché anche l'uomo fa parte della natura e il romanzo ce lo ricorda ad ogni sua pagina. Il senso stesso della vita viene così stravolto in una dimensione che richiama al rispetto per il nemico.
Ai margini della civiltà c'è anche lo spazio per la lettura e per la trasmissione di parole romantiche. Attraverso l'incerta capacità di lettura del protagonista, sembra crearsi un vero e proprio contrasto tra un mondo incontaminato e un altro mondo costellato da città metropolitane. L'altra natura dell'uomo, qui vista da lontano, acquisisce una sua poesia, non meno affascinante e desiderabile.
I libri sono un patrimonio universale, suscitano emozioni, suggeriscono nuove idee e modificano il modo di pensare della comunità intera. Anche un solo libro è da ritenersi parte integrante della nostra cultura. Attraverso la lettura ho scoperto verità che mi hanno profondamente influenzato. Ne parlo in questo blog commentando libri che ho letto per piacere o per lavoro.
lunedì 13 aprile 2015
lunedì 6 aprile 2015
"Harry Finebecker. Annotazioni per una biografia" di Antonio Ferrazzani, Firenze 2013
Un romanzo dal sapore amaro. L'iperbole della vita fa i conti con le disillusioni, che infrangono uno a uno sogni coltivati in un'intera esistenza personale, specie se fondata su una visione del mondo privo di valori. Ancora una volta Antonio Ferrazzani costruisce una storia che ci immerge in interrogativi esistenziali. Cicli di vita appartenenti a persone vissute in anni molto distanti tra loro trovano curiose coincidenze esperienziali. Una donna madre trova gli appunti autobiografici della vecchia padrona di casa, a sua volta ragazza madre, abbandonata poco tempo dopo il concepimento di sua figlia. Si crea così una dialettica tra le due donne, vissute in epoche diverse, pur provando emozioni sovrapponibili. Nell'assoluto dell'umano, il tempo e lo spazio appaiono dimensioni assai relative. A ben vedere il romanzo è costellato da molti dualismi, quasi a crearsi un universo di percorsi, ciascuno col proprio parallelismo. Tanti i temi trattati: la fedeltà, l'edonismo, i cicli di vita, le emozioni, il coraggio, la malattia mentale, l'omicidio, il concetto di giustizia, la religione, il concetto di Dio, la filosofia, l'esistenzialismo e la fenomenologia.
Ne esce un romanzo intenso, all'interno del quale la vita acquisisce un senso solo se vissuta giorno per giorno. La felicità trova la sua dimensione naturale solo se lasciata lontana dalla necessità di raggiungere a tutti i costi un obiettivo particolare. L'umiltà di farsi delle domane e il coraggio di confrontarsi con qualsiasi risposta pare essere l'unica strategia per scampare al pessimismo nichilistico.
Ne esce un romanzo intenso, all'interno del quale la vita acquisisce un senso solo se vissuta giorno per giorno. La felicità trova la sua dimensione naturale solo se lasciata lontana dalla necessità di raggiungere a tutti i costi un obiettivo particolare. L'umiltà di farsi delle domane e il coraggio di confrontarsi con qualsiasi risposta pare essere l'unica strategia per scampare al pessimismo nichilistico.
domenica 15 marzo 2015
"Il re della pioggia" di Saul Bellow (1958) titolo originale "Henderson, , the Rain King"
Un romanzo pieno di colpi di scena. L'azione è regolarmente intervallata a momenti di introspezione. Il senso dell'avventura sembra trovare un perfetto equilibrio con lunghi spazi di revisione di una vita piena di emozioni: i traumi e i lutti irrisolti si avvicendano insieme ai momenti di gioia. Illusioni e disillusioni, curiosità, paura, coraggio, voglia di sperimentazione alla ricerca di una verità che è tutta dentro di noi. Il senso della vita è in ogni angolo del mondo. Un viaggio, nuove facce e nuove usanze. Il rientro a casa, in famiglia, con nuova energia e rinnovata consapevolezza di quanto sia preziosa la vita.
domenica 22 febbraio 2015
"La musica provata" di Erri de Luca (2014)
Immagini autobiografiche accompagnate da melodie, accordi, canzoni. La musica come colonna sonora di idee, lotte, passioni, amicizie e affetti. Il ritmo ci accompagna in una dimensione che scandisce la nostra esistenza come la punteggiatura di un racconto. Nel corso della lettura sembra di dialogare con l'autore in una delle serate tra amici da lui stesso descritte in compagnia di una chitarra. Calore e riflessioni. Ottima impressione, come al solito, di un autore che non tradisce.
mercoledì 8 ottobre 2014
"Come Dio comanda" (2006) di Niccolò Ammanniti. Vincitore del premio Strega 2007
Molto più di un semplice romanzo, un vero e proprio ciclone che coinvolge il lettore in una magistrale opera scenografica. La crudezza descrittiva crea vere e proprie scene, che pare di vederle davvero. Il ritmo è cinematografico. Un raccondo che assume toni noir e che si rivela dalla prima all'ultima pagina molto intenso su di un piano emotivo, portando la scena dalla periferia degradata di città, fin dentro le mura domestiche di un nucleo familiare in difficoltà (un papà vedovo in difficoltà su di un piano lavorativo e sociale, con l'unico suo figlio adolescente), le bande di compagnie giovanili che sconfiggono la noia con gesti devianti, fino alla follia di un pazzo che uccide senza rimorsi. Una lettura che non può mancare.
lunedì 6 ottobre 2014
"Molte vite Molti Maestri" (1997) di Brian Weiss
Brian Weiss è un medico psichiatra e psicanalista, che racconta la propria esperienza clinica nell'ambito dell'ipnosi. In particolare l'autore teorizza la necessità di scavare le verità esistenziali sin dalle loro origini, collocate in vite precedenti a quella attuale.
L'autore insiste sul valore scientifico della propria teoria, ma secondo il mio punto di vista il vero valore del libro non è da scorgere secondo tale prospettiva, una visione che offrirebbe il fianco a qualche arida critica di natura scientista. Qui la ricchezza dei contenuti va oltre l'arida razionalità. Non saprei pronunciarmi sulla teoria, ma per la verità la sua lettura mi ha fatto riflettere molto. Riposto il libro sullo scaffale della mia libreria personale, rimango dell'idea di potermi avvalere del diritto di un sano beneficio del dubbio sull'esistenza di vite plurime a disposizione della nostra esistenza.
Il beneficio del dubbio: a ben riflettere quel "non saprei" mi ha portato molto lontano. Brian Weiss mi ha veramente aiutato a maturare una nuova prospettiva di quanto ci circonda e dei fatti che accadono nella nostra quotidianità, delle persone che incontriamo, con alcune delle quali capita persino di stringere legami stretti. L'autore sostiene che le nostre frequentazioni non capitano a caso: le nostre relazioni amicali, sociali e familiari sono selezionate in virtù di esperienze pregresse, ormai dimenticate, che però a qualche livello di coscienza remota finiscono per guidarci, al fne di portare a termine il nostro progetto di vita. La morte è solo una delle tante tappe.
Sarà vero? Sarà falso? Non saprei. Ma, alla fin fine, è così importante verificarlo? Qui la fede, non necessariamente religiosa, si insinua nel pensiero e ci erige in nuove dimensioni spirituali. L'assoluto che traspare dalle righe del libro di Brian Weiss assume una tale relatività, che tutto è possibile e, allo stesso tempo, niente è scontato. Ora ci sentiamo vulnerabili sì, ma in armonia con la giostra della vita e con la storia intergenerazionale intera: c'è un inizio e una fine, ma l'iperbole dell'esistenza va oltre i confini da noi percepiti. L'universo intero appare alla portata di noi esseri umani. Le dimensioni dello spazio e del tempo appaiono più elastiche, meno rigide, più possibiliste. Un pensiero rotondo, nel quale la fredda cognizione della così detta intelligenza razionale, scende a patti con il profondo calore dell'emotività. L'astratto si rende tangibile e ci sentiamo più leggeri. Gli affetti, anche quelli più istintuali e spontanei, assumono una nuova dignità, con una rinnovata collocazione nella vita che tutti i giorni corre nelle nostre vene. Il pensiero si fa aperto, ricco, gioioso e sereno. Lettura consigliata a tutti.
P.S. Questa recensione è dedicata alla mia amica e collega Antonella Basile, solo noi due sappiamo il perché
P.S. Questa recensione è dedicata alla mia amica e collega Antonella Basile, solo noi due sappiamo il perché
venerdì 3 ottobre 2014
"Io & Marley" di Crogan John (2006)
Divertente, mai scontata, la storia di Marley regala molte emozioni. Marley è un cane dotato di molta forza fisica, da cucciolo combina ogni pasticcio, ma anche da adulto le sue intemperanze sono numerose. Refrattario ai classici metodi di scuola, i suoi padroni si sentono inadeguati, raggiungono vette di disperazione, che persino rischiano di minacciare l'unione familiare. I danni provocati dal loro cane diventano sempre più ingenti. Nonostante tutto, però, Marley sa come farsi amare. Il legame che si crea tra padrone e cane è sempre più stretto, affettuoso, intenso. La penna dell'autore, Crogan John, è leggera e fluida. Sembra di vivere in prima persona la storia. La lettura, agile e scorrevole, ci porta a voler accarezzare un cane e a volerne uno tutto per noi. Per me, che amo i cani, è stato un racconto molto bello e intenso. Da psicologo mi piace sottolineare l'importanza di prendersi cura di un animale domestico. Una presenza fisica in casa, che a suo modo restituisce calore e contribuisce a rendere la vita più ricca. Da un punto di vista educativo, un animale domestico insegna al bambino a mettersi nei panni dell'altro, a intuire i suoi bisogni e anche a mettersi al servizio di chi è in condizioni di necessità. Il cane, in particolare, insegna la fedeltà, l'attaccamento e la coerenza: tutti valori che forse oggi stanno diventando molto rari.
Consiglio di leggere il libro a chiunque. La lettura è adeguata anche a lettori in età scolastica.
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“La famiglia adolescente” (2015) di Massimo Ammanniti, Editori Laterza
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