mercoledì 2 marzo 2016

Carl Rogers: un seminario gratuito per conoscere la sua scuola di pensiero e il metodo impiegato in psicoterapia

In questo sito ho dedicato diversi post per parlare di alcuni libri scritti da Carl Rogers

Non ho fatto mistero sull'entusiasmo provato nello studio della teoria dello psicoterapeuta americano che ha rivoluzionato tutte le relazioni di aiuto: non solo in psicoterapia, ma anche in psichiatria e in pedagogia.

Attraverso il corso di formazione per psicoterapeuti secondo l'Approccio Centrato sulla Persona non ho imparato solo un metodo di psicoterapia, ma ho effettuato io stesso un percorso personale: posso testimoniare che i libri di Rogers e il percorso in psicoterapia secondo la sua scuola di pensiero mi hanno aiutato a sviluppare le risorse per affrontare con maggiore efficacia la vita quotidiana, ad essere più sereno con me stesso e più efficace nelle relazioni con gli altri.

Tutto ciò è accaduto in sintonia con quanto lo stesso Rogers suggerisce nelle sue opere: non si può applicare la sua teoria se non la si vive in prima persona fino in fondo. Non si è buoni psicoterapeuti se non si è CONGRUENTI.

L'Approccio Centrato sulla Persona si basa su fondamenti filosofici che restituiscono dignità alla persona, chiunque essa sia: criticando il modello di cura medico-paziente, all'interno del quale il potere della cura è unicamente nelle mani del medico, il nostro approccio recupera il POTERE PERSONALE della persona che si trova in difficoltà. L'ascolto EMPATICO è lo strumento di cura principale.

Le persone hanno il bisogno di essere ascoltate, capite, prese in considerazione senza pregiudizi. Aiutando la persona a scoprire le proprie risorse personali, facilitiamo la persona stessa a superare il momento di crisi in cui si trova.

Per chi volesse saperne di più, ne parliamo sabato 5 marzo dalle ore 10.00 alle ore 19.00 a Firenze in via de' Calzaoiuoli 7, in occasione di una giornata di studio in cui interverrò io stesso, insieme ad altri docenti dell'Istituto dell'Approccio Centrato sulla Persona (IACP).

Avremo lezioni frontali e momenti esperienziali tesi a mostrare la nostra teoria.

L'incontro è GRATUITO, per poter partecipare o chiedere ulteriori informazioni basta inviare una mail all'indirizzo segreteria.fi@iacp.it oppure telefonare al numero 055.2398884




sabato 3 ottobre 2015

Mamma di pancia, mamma di cuore. Un libro da leggere insieme (2003) di Cinzia Ghiglianno Anna G. Miliotti ed. Hard Cover

Come si fa a dichiarare al proprio figlio di essere un figlio adottato?
Il libro è un valido supporto per superare il primo dei tabù che può ostacolare il rapporto genitori/figli, quando i figli sono adottati. Alcuni genitori adottivi si sentono in difetto per non aver generato il loro figlio, quasi a sentiri perdenti un un'immaginaria rivalità col genitore biologico.
Ebbene, niente di più sbagliato: non esistono genitori di categoria A e B. Esistono genitori, ovvero mamme di pancia e mamme di cuore.

sabato 19 settembre 2015

"Perché studiare i media" (2002) di Silverstone Roger

Si tratta di un libro a me molto caro, tant'è vero che l'ho scelto come manuale fondamentale della mia cattedra di "etica e deontologia della comunicazione", quando qualche hanno fa insegnavo presso la Facoltà di psicologia dell'Università di Firenze.
Il volume offre molti spunti di riflessione per comprendere a fondo la società post-moderna che nella tecnologia trova un ingrediente ormai irrinunciabile.



giovedì 17 settembre 2015

"Va dove ti porta il cuore" (1994) di Susanna Tamaro

Un romanzo pieno di significati: pagine che grondano di emozioni, così dense da consentire alla speranza di scovare degno spazio nella nostalgia.
Le tragedie familiari si tramandano di generazione in generazione. Le nostre origini sono foriere di difficoltà ereditate, che ci sfidano a superarle con la speranza di riuscire a entrare in possesso della nostra vita.

Leggi per intero le mie riflessioni su "Va dove ti porta il cuore" di Susanna Tamaro



martedì 15 settembre 2015

"Gli angeli non hanno memoria" di Giovanni Pennati

Un romanzo paragonabile a un lungo percorso, perché parte dalla storia di un un semplice giovane di provincia che vive viziato con la madre, sviluppandosi iperbolicamente in molteplici racconti che mano a mano sembrano riempire di senso la vita del protagonista.

leggi per intero le mie riflessioni su "Gli angeli non hanno memoria" di Giovanni Pennati




domenica 30 agosto 2015

"Sei personaggi in cerca di autore" (1921) di Luigi Pirandello

Un'opera teatrale, la più importante di Luigi Pirandello (insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1934), che mette a nudo il confronto tra realtà e fantasia, fino a cadere in una dimensione surreale, nella quale non sappiamo più cosa sia vero e cosa sia falso, tant'è che i personaggi di fantasia (quelli inventati dall'autore) risultano più veri degli esseri viventi: i primi infatti sono bloccati a un libretto, dal quale non possono scappare, né possono sottoporsi a cambiamenti di alcuna natura. 
Gli esseri viventi, invece, cambiano a seconda delle circostanze e, inoltre, si sottopongono a progressivi cambiamenti, in virtù della maturazione personale: i sogni e le illusione che si hanno da giovani, diventano disillusioni da grandi.
Tutto ciò non esclude che i personaggi di fantasia abbiano una loro autonomia: essi vivono in ciascuno di noi ogniqualvolta li ricordiamo. Inoltre possono essere calati in qualsiasi realtà che l'autore originale non abbia neanche immaginato.
Se tento una rilettura psicologica dell'opera, mi sembra importante osservare la necessità dei personaggi di rappresentare la proprio esperienza di vita. Tale necessità è impellente, come a rivendicare il proprio diritto di esistere: i sei personaggi affermano con forza: "Ci hanno creato, vogliamo rappresentarci". 
Inoltre tali personaggi non accettano di essere rappresentati da un attore: non possono sopportare la visione di se stessi interpretati da altri: "Noi abbiamo il diritto di rappresentare (o meglio ancora) essere noi stessi". 
Così, mi sembra di scorgere nell'opera di Pirandello quel bisogno profondo delle persone che visito in psicoterapia, quando manifestano la necessità di essere ascoltati e compresi nella loro natura, senza giudizi e senza commenti. 
Ancora una volta emerge il bisogno di tutti noi di essere accettati, ascoltati, visti, CONSIDERATI, nella nostra vera natura.



sabato 29 agosto 2015

"A way of being" (1980) di Carl Rogers. Trad. it. "Un modo di essere" (1983) Ed. Martinelli

Quando ho cominciato a studiare psicologia nel 1990 ero convinto che stavo cominciando un percorso che mi avrebbe dato soddisfazioni lavorative e, soprattutto, esistenziali. Avevo il desiderio di acquisire strumenti che un giorno mi avrebbero consentito a rendermi utile all'umanità intera. Mi rendo conto che usando queste parole potrei sembrare presuntuoso. Tant'è ... quella era la mia motivazione. Una volta laureatomi nel 1995 con 110/110 e lode, i miei sogni iniziali erano stati tristemente affogati da tante incertezze lavorative e altrettante complicazioni burocratiche. Trovo triste la realtà odierna del nostro Paese che riesce a spegnere gli entusiasmi dei giovani e purtroppo anche io sono stato vittima di tale sciagura. Incappai in un pessimismo generale che per fortuna non riuscì però a disincentivare la mia voglia di imparare e il mio desiderio di fare lo psicologo. Dopo tanti corsi di perfezionamento, finalmente trovai nel mio percorso la figura di Carl Rogers. Uno psicoterapeuta americano che ha rivoluzionato il concetto di relazione di aiuto in tutti gli ambiti psicosociali.
Oggi non solo ho conseguito la specializzazione in psicoterapia secondo l'Approccio Centrato sulla Persona, ma sono diventato anche docente presso l'unico istituto in Italia autorizzato a insegnare tale approccio (Istituto dell'Approccio Centrato sulla Persona).
"Un modo di Essere" è a mio parere il titolo più adatto per introdursi alla psicologia centrata sulla persona. 
Il metodo Rogersiano costituisce una vera propria filosofia, i cui riferimenti epistemologici sono la fenomenologia e l'esistenzialismo. La sfida del nostro autore è quella di osservare la vita senza filtri teorici che possano falsare la verità. Il terapeuta (o chi offre aiuto) è stimolato ad essere se stesso e a curare la propria salute mentale per essere efficace. L'empatia e l'accettazione incondizionata nei confronti della persona aiutata sono gli altri due strumenti della relazione che cura. 
Leggere questo libro significa conquistare una quota inestimabile di fiducia nei confronti dell'essere umano, ivi compreso se stesso. Io valgo: in una società tesa a dare suggerimenti e a giudicare chiunque per qualsiasi stupidaggine, finalmente un autore e una corrente di pensiero che restituisce valore a chiunque. La stima di considerarti uomo e di avere valore per il solo fatto di esistere.
La scuola di pensiero a cui aderisco in modo convinto nella mia professione di psicologo e psicoterapeuta è (e VUOLE essere) un gesto etico: perché solo nel rispetto della persona si può sperare di trovare la via della guarigione.
Fantastico!!!!!



“La famiglia adolescente” (2015) di Massimo Ammanniti, Editori Laterza

Il libro affronta il tema dell'adolescenza e delle sfide che essa fornisce ai genitori. Quando i figli crescono e passano dall'età i...