lunedì 13 aprile 2015

"Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" di Luis Sepulveda (1989)

Un romanzo dal sapore antropologico. L'uomo immerso in una natura indomabile, costretto a imparare il linguaggio della foresta amazzonica ecuadoriana. Rumori, odori, tracce, piante, animali. Qualsiasi elemento è foriero di segnali che comunicano qualcosa, se solo quei segnali trovano l'occhio esperto di qualcuno che li sa leggere. Ogni civiltà ha la sua cultura, tramandata di generazione in generazione. Usi e costumi consolidati in un rapporto simbiotico col contesto naturalistico in cui si sviluppano. La tradizione diventa una garanzia di un equilibrio tra l'uomo e la natura che garantisce la sopravvivenza, non senza crearsi una tensione in una caccia all'ultimo predatore: già, perché anche l'uomo fa parte della natura e il romanzo ce lo ricorda ad ogni sua pagina. Il senso stesso della vita viene così stravolto in una dimensione che richiama al rispetto per il nemico.
Ai margini della civiltà c'è anche lo spazio per la lettura e per la trasmissione di parole romantiche. Attraverso l'incerta capacità di lettura del protagonista, sembra crearsi un vero  e proprio contrasto tra un mondo incontaminato e un altro mondo costellato da città metropolitane. L'altra natura dell'uomo, qui vista da lontano, acquisisce una sua poesia, non meno affascinante e desiderabile.

lunedì 6 aprile 2015

"Harry Finebecker. Annotazioni per una biografia" di Antonio Ferrazzani, Firenze 2013

Un romanzo dal sapore amaro. L'iperbole della vita fa i conti con le disillusioni, che infrangono  uno a uno sogni coltivati in un'intera esistenza personale, specie se fondata su una visione del mondo privo di valori. Ancora una volta Antonio Ferrazzani costruisce una storia che ci immerge in interrogativi esistenziali. Cicli di vita appartenenti a persone vissute in anni molto distanti tra loro trovano curiose coincidenze esperienziali. Una donna madre trova gli appunti autobiografici della vecchia padrona di casa, a sua volta ragazza madre, abbandonata poco tempo dopo il concepimento di sua figlia. Si crea così una dialettica tra le due donne, vissute in epoche diverse, pur provando emozioni sovrapponibili. Nell'assoluto dell'umano, il tempo e lo spazio appaiono dimensioni assai relative. A ben vedere il romanzo è costellato da molti dualismi, quasi a crearsi un universo di percorsi, ciascuno col proprio parallelismo. Tanti i temi trattati: la fedeltà, l'edonismo, i cicli di vita, le emozioni, il coraggio, la malattia mentale, l'omicidio, il concetto di giustizia, la religione, il concetto di Dio, la filosofia, l'esistenzialismo e la fenomenologia.
Ne esce un romanzo intenso, all'interno del quale la vita acquisisce un senso solo se vissuta giorno per giorno. La felicità trova la sua dimensione naturale solo se lasciata lontana dalla necessità di raggiungere a tutti i costi un obiettivo particolare. L'umiltà di farsi delle domane e il coraggio di confrontarsi con qualsiasi risposta pare essere l'unica strategia per scampare al pessimismo nichilistico.