lunedì 20 giugno 2011

"Le madri non sbagliano mai" (2009) di Giovanni Bollea edizioni Feltrinelli

Ho letto il libro circa un anno fa e mi sono rimasti impressi numerosi concetti che il noto neuropsichiatra infantile espone con linguaggio chiaro anche al lettore estraneo a studi specifici del settore. L'autore esamina i ruoli spettanti ai diversi componenti della famiglia.
Estremamente perspicaci le sue ricette, tra le quali quella che suggerisce ai genitori di prendersi il tempo per curare la coppia. I genitori devono uscire almeno due volte alla settimana da soli (senza figli) ed ospitare amici in casa almeno tre volte al mese. Fondamentale curare il clima in casa: i genitori devono costruire un clima domestico in cui tutti sono felici di stare insieme. Che dire? Sembrano suggerimenti scontati, invece l'esperienza professionale mi porta spesso a confrotarmi con adulti particolarmente abili a trovare motivi di lamentela e, al contempo, particolarmente distratti quando avviene qualcosa di cui essere lieti. Quando mi confronto su questi temi, mi rendo conto che agli occhi degli altri rischio di passare per ottimista, ma io mi chiedo quali vantaggi potrebbero sorgere dall'assumere esclusivamente posizioni pessimiste. Io nutro fiducia per i bambini e sono convinto che quando i genitori sono troppo ansiosi rivelano insicurezze personali.
Per tornare a Bollea, trovo efficace anche il suggerimento di mediare sulle richieste educative, specie quando sono rivolte a figli di età adolescenziale: quando le reazioni del giovane possono essere molto gravi, il genitore potrebbe provare a mettersi nei panni del figlio e sforzarsi di tenere in considerazione il suo punto di vista. Il dialogo e il rispetto è alla base di qualsiasi rapporto affettivo e familiare: se il genitore si impone con la forza rischia di incrementare la frustrazione del figlio che peraltro sta incontrando molte difficoltà rispetto ai numerosi compiti da svolgere nel corso della maturità personale.
Consiglio il libro a tutti i genitori e a tutti i professionisti che lavorano a contatto con minori o con famiglie.