I libri sono un patrimonio universale, suscitano emozioni, suggeriscono nuove idee e modificano il modo di pensare della comunità intera. Anche un solo libro è da ritenersi parte integrante della nostra cultura. Attraverso la lettura ho scoperto verità che mi hanno profondamente influenzato. Ne parlo in questo blog commentando libri che ho letto per piacere o per lavoro.
domenica 27 novembre 2022
Ingiusto è il tempo di morire - 29 novembre 2022, Teatro Magnolfi - Prato
giovedì 11 agosto 2022
Adolescenti e adottati. Maneggiare con cura. Anna Genni Miliotti. Edizione Franco Angeli, 2013
Un libro abbondante di informazioni, che non può mancare nella biblioteca di chi si occupa a qualsiasi titolo di adolescenti e, più specificamente, adolescenti adottati.
L'adozione è una materia complessa, che va conosciuta. Troppi sono gli errori che possiamo commettere in assenza delle informazioni ben divulgate dall'autrice in questo suo libro. L'adolescenza della persona adottata non può essere confrontata all'adolescenza degli altri giovani che hanno la fortuna di crescere nel paese in cui sono nati e con la famiglia che li ha messi al mondo.
Ho trovto il libro illuminante, ben scritto.
Da leggere
Corso di preparazione all'adozione nazionale e internazionale
Adottare uno o più bambini è una scelta importante, dettata da
motivazioni profonde e, allo stesso tempo, istintive. Chi adotta un
bambino ha bisogno di amare, di trasmettere qualcosa di sè a qualcuno:
un figlio.
Ma il solo amore non basta per affrontare un
percorso delicato, ricco di emozione, al contempo pieno di insidie,
dubbi e sfide. Il corso è aperto a tutte le coppie che intendono
avvicinarsi al mondo dell'adozione
Il corso è aperto alle coppie che intendono adottare un bambino e si terrà a Firenze, a partire dal mese di settembre 2022
Chi organizza il corso è psicologo, psicoterapeuta, già giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, nonchè a sua volta genitore adottivo.
Per ulteriori informazioni, conultare la pagina web dell'associazione studi umanistici rogersiani
lunedì 7 febbraio 2022
"Non picchiarmi più" di Dave Pelzer, Tascabili Menzogno - Best Seller, Milano, 2001. Titolo originale "IT: one child's courage to survive", 1995, tradotto per la prima volta in italiano nel 1999 col titolo "Un bambino chiamato cosa"
Un bambino maltrattato ai limiti dell'inverosimile racconta il coraggio di sopravvivere.
Il libro autobiografico è raccapricciante.
Come può una madre diventare così crudele da maltrattare il figlio fino a rischiare di ucciderlo? Da quanto racconta Dave Pelzer, la sua triste vicenda infantile lo vede sopravvissuto alla violenza materna solo per miracolo. I maltrattamenti sono durati quasi cinque anni, ovvero per l'intera durata delle scuole elementari. Il padre era presente in casa, ma a sua volta passivo innanzi alle ingerenze della madre.
Dave era il maggiore di quatro fratelli e improvvisamente divenne il capro espiatorio della madre, la quale gli privava il cibo, costringendolo a inventarsi i più fantasiosi espedienti per nutrirsi (rubava le merende a scuola o piccoli quantitativi di cibo al supermercato, faceva l'elemosina di cibo, rovistava nella spazzatura), con la paradossale conseguenza di fare arrabbiare ulteriormente la madre, la quale intendava educare il figlio attraverso punizioni progressivamente più violente e crudeli. La violenza divenne l'unico canale di comunicazione perpetrata per mano di una madre che sostituì l'amore col cinismo.
Ancor più di eccessi di mezzi correttivi, il bambino è stato vittima di torture: è stato ustionato a un braccio, accoltellato, sottoposto a esalazione di varichina e amuchina. Le pagine del racconto sono pesanti come macigni e al termine della lettura una sola domanda emerge: perché?
Perché esiste la violenza contro i bambini? Perché i bambini devono soffrire?
Purtroppo le violenze contro i bambini sono molto frequenti. Ancora oggi, la cultura della violenza infrafamiliare è diffusa: pare proprio che i bambini siano l'ultimo degli interessi di un mondo adulto troppo distratto.
Perché? In data 6.2.2022, in occasione dell'intervista televisiva a cui si è prestato Papa Bergoglio (Rai 2 "Che tempo che fa"), il Santo Padre ha risposto: "Non lo so. Dio è onnipotente, ma solo nell'amore. Non ho spiegazioni spirituali, ma gli psicologi sanno spiegare bene cosa succede nelle famiglie. Prego per le vittime indifese".
Ebbene, da un punto di vista psicologico, ho notato che tra le mura domestiche di Dave Pelzer girava molto alcol e i racconti della vittima dimostrano che il comportamento della madre era proporzionato al tasso di alcolemia del momento: quando beveva, la madre diventava più violenta e cinica. Spesso i genitori bevevano insieme.
Sembra strano, ma l'alcol si associa a molti reati violenti. Come criminologo ho osservato che molti omicidi sono commessi sotto l'effetto di alcol o altre sostenze psicoattive.
Naturalmente l'alcol non è l'unico fattore di rischio del maltrattamento infantile, ad esso si associano meccanismi familiari e sociali: la presenza di una padre incapace di prendere posizione innanzi alla madre violenta, operatori scolastici fin troppo lenti o distratti a intervenire a tutela del bambino, vicini di casa che, pur vedendo quanto succedesse, preferiscono tacere, anzichè denunciare.
Le pagine finali del libro sono dedicate alla necessità di sensibilizzare l'intera collettività: tacere significa colludere con la violenza e se vogliamo una società più vicine ai bambini, tutti ... dico TUTTI dobbiamo sentirci in obbligo a denunciare quanto vediamo.
Dave Pelzer oggi è un adulto, a sua volta padre, impegnaoto in numerose iniziative di sensibilizzazione, perché la violenza contro i bambini cessi una volta per tutte: un sogno o un'utopia?
domenica 6 febbraio 2022
"Una barca nel bosco" di Paola Mastrocolla (2003, premio Campiello 2004)
Gaspare è un ragazzo spontaneo, che agisce senza sovrastrutture e si
sente continuamente fuori luogo in un mondo che privilegia l'apparenza
all'essenza, il vestito di marca ai valori, o il bullismo alle relazioni
amicali. Anche all'università, il nepotismo prevale sulla cultura e
sulla meritocrazia, a conferma di un'ipocrisia collettiva, che sembra
caratterizzare la nostra società, fino ad assuefare la collettività ad
un torpore generale, apatico e allo stesso tempo insensibile ai valori
morali ed etici delle relazioni sociali. Nella sua ingenuità, Gaspare
rimane vittima delle mille contraddizioni che pervadono l'intera
collettività moderna, fino a mettersi lui stesso in discussione: sono
io che non vado bene? Dal disadattamento, scaturisce nel protagonista un
malessere generale, che finisce per stroncare l'autostima, e con essa,
ogni progetto di carriera.
Il racconto è divertente, la lettura scorre via, delinenando con
precisione i tratti psicologici e relazionali del simpatico Gaspare: il
romanzo suscita intense emozioni e profondi moti di empatia nei suoi
confronti.
Mi sono identificato spesso con questo giovane: una barca nel bosco, con
la sgradevole sensazione di essere fuori luogo, in un sistema scolasico
che nel corso dell'adolescenza mi ha condizionato fortemente. Solo da
grande, quando ho acquisito gli strumenti per comprendere meglio quanto
mi era capitato, ho capito che non ero io la persona sbagliata, ma la
scuola e, con essa, tutti quegli insegnanti che trattano gli studenti
come numeri e non come persone.
Più in generale, non ero io ad andare sempre in salita, ma la società ad andare a rotoli.
Così ho imparato a credere in me stesso e a sviluppare una maggiore
critica per persone o istituti che giudicano. Mi torna in mente la legge
della profezia che si autoavvera: se un giovane è sottoposto a continui
giudizi e etichettamenti negativi, faremo di quel giovane un
disadattato.
Nel mio lavoro di psicologo
trovo molte persone schiacciate dai luoghi comuni: la loro concezione
di sè è stata compromessa da genitori a loro volta sofferenti di bassa
autostima o da istituti scolastici contraddistinti da pregiudizi o da
stupidi preconcetti: in questo modo il giovane (e l'adulto) si convince
di non avere i numeri per emergere, ma non è vero, si tratta solo di
una falsa convinzione impostagli da terze persone, che non hanno saputo
valorizzare le sue capacità. Se il giovane è trattato con rispetto e
fiducia e viene incoraggiato ad apprendere, con la convinzione che può
farcela e che laddove incontri delle difficoltà, vale la pena aiutarlo,
allora quel giovane si impegnerà a superare i propri limiti e a trovare
le modalità per esprimere se stesso.
Trovo molto triste una scuola che non riesca a farsi carico delle
necessità dei singoli, riducendo l'attività formativa ad una pratica
standardizzata di massa: se un giovane incontra problemi nel percorso di
studi, l'istituzione scolastica punta il dito contro di lui o i suoi
genitori, di fatto ritenendosi estranea ad ogni responsabilità sottesa
dal fallimento. Ho la sensazione che la scuola finisca in questo modo
per colludere con le difficoltà del giovane, aumendone l'emarginazione.
A questo punto il pensiero va a Don Milani e alla memorabile "Lettera ad
una professoressa" (1967), dove il celebre pedagogo denuncia una scuola
classista, che esclude i poveri ad interesse dei ricchi, i cui destini
futuri sono condizionati già dai banchi di scuola.
sabato 29 gennaio 2022
"Un giorno questo dolore ti sarà utile" di Peter Cameron, adelphy eBook, 2012.
Un romanzo dai mille colori, all'inizio esilarante, poi mano a mano che scorrono le pagine, sempre più introspettivo.
Il protagonista è un giovane alla ricerca della propria identità, con difficoltà relazionali e di adattamento a una società, che premia l'omologazione e che punisce chi non vuole rinunciare alla propria personalità, al costo di essere etichettato dai più come una persona disadattata o asociale.
La storia si ambienta a New York. Chi vive i tempi moderni è fin troppo distratto dal superfluo o dall'accumulare oggetti inutili, al solo scopo di soddisfare criteri imposti da mode di mercato o da pregiudizi privi di senso. La frenesia delle persone contribuisce a disorientare ulteriormente il protagonista.
Ne nasce una dialettica tra il giovane e il resto del mondo. Pare che nessuno voglia capirlo: i genitori separati, la sorella (a sua volta alla ricerca della propria realizzazione personale), gli amici coetanei. Il protagonista non si sente visto da chi dovrebbe amarlo incondizionatamente e la sensazione di dolore che ne deriva è straziante.
Anche la terapia con la psichiatra riesce solo parzialmente ad abbattere quel muro immaginario che esiste tra il protagonista e il resto del mondo: lunghi silenzi che testimoniano la difficoltà a esprimere i vissuti personali.
Una riflessione a parte meriterebbe la modalità con la quale la psichiatra conduce i colloqui: come psicoterapeuta rogersiano ritengo che gli incontri clinici fossero troppo indagatori, raramente empatici, troppo razionali, evidentemente non funzionali ad aiutare il giovane a trovare nel terapeuta uno spazio di fiducia e accettazione.
Il colloquio clininco è efficacie solo se rispetta regole ben precise. Altrimenti l'esito della relazione di aiuto fallisce. Il risultato è il persistere di quel senso di solitudine che scava nell'anima del protagonista.
Ma il dolore aiuta a crescere: questa è la frase della nonna materna, unica persona disposta a dialogare col giovane protagonista. Tra i tanti interlocutori del giovane, solo la nonna è capace di parlare con lui da pari a pari, senza aspettative o condizionamenti: a metterlo nella condizione di esprimersi liberamente.
Il libro mi è piaciuto, perché malgrado la scorrevolezza delle pagine e la leggerezza del linguaggio, tratta temi importanti, con singolare sensibilità e senza mai cedere alla banalizzazione degli argomenti.
Da leggere
giovedì 20 gennaio 2022
"Perché sei speciale! Storie per bambini che ispirano la fiducia in loro stessi, il coraggio e i talenti inesplorati che si trovano in tutti noi", Sara Linde
Prima di diventare adulti, inevitabilmente siamo stati tutti bambini.
Le fasi dell'età evolutiva si susseguono, talvolta esponendo il bambino a delusioni o sorprese inaspettate. Sembra strano, ma cresce è un mestiere davvero complicato, perché solleva temi esistenziali molto profondi. Alcuni esempi: quando un bambino non riesce nelle attività che ama, rischia di convincersi di non esserne capace; quando un preadolescente si accorge che tutti i suoi compagni vestono indumenti di marca, rischia di convincersi che il suo valore non è nelle sue capacità, bensì nel suo omologrsi alla massa.
Per scoprire i propri talenti o rimanesere se stessi, ci vuole coraggio.
Cosa succede se un adulto cresce senza aver risolto tali tematiche?
Il libro "Perché sei speciale!" è una raccolta di racconti scritti per bambini, ma che possono essere letti anche da persone adulte.
La lettura di "Perché sei speciale!" insegna a trovare il coraggio di avere fiducia nelle proprie potenzialità e a non ascoltare chi ci critica per invidia: a consolare il bambino traumatizzato che è dentro di noi.
Consiglio il libro a tutti, piccoli e (soprattutto) grandi.
mercoledì 19 gennaio 2022
"La dissociazione. I cinque sintomi fondamentali" di Marlene Steinberg e Maxime Schnall. Raffaello Cortina Editore, Milano. 2006
La malattia mentale è una condizione psichica che può e deve essere descritta in modo preciso attraverso un'osservazione accurata dei sintomi, dei processi psicologici che portano le persone a sviluppare tali sintomi e degli strumenti necessari per aiutare la persona a guarire. In materia di disturbi dissociativi, tutti questi tre ingredienti sono magistralmente descritti da Marlen Steinberg e Maxine Schnall nella loro opera dal titolo "La dissociazione".
Il disturbo della dissociazione dell'identità è caratterizzato da cinque sintomi che possiamo immaginare distribuiti sui lati di un triangolo isoscele. Alla base del triangolo troviamo l'amnesia (vuoti di memoria che restituiscono alla persona una percezione segmentata del tempo). Sul lato sinistro del triangolo la confusione dell'identità (chi sono io?) e la depersonalizzazione (sentimenti di distacco emotivo o fisico dal proprio corpo), sul terzo e ultimo lato la derealizzazione (il percepire la realtà esterna come finta o il non riconoscere persone care) e l'alterazione dell'identità (la presenza nel mondo psichico del paziente di personalità alternative). La psicopatogenesi della scissione esordisce da un trauma fisico o emotivo (il più delle volte da una violenza sessuale) e gioca la funzione di aiutare la persona a sopravvivere all'abuso subito. Quanto più l'abuso è invasivo e prolungato nel tempo, tanto più la dissociazione sarà grave.
La dissociazione espone la persona al pericolo di uso di sostanze psicoattive, di commettere gesti autolesivi o di suicidio e di rendersi responsabili di comportamenti eteroaggressivi: le implicazioni del fenomeno della dissociazione, pertanto, non riguardano solo la salute mentale, ma anche la sicurezza pubblica.
La terapia suggerita dalle autrici è quella di aiutare la persona a integrare le personalità scisse. Tale indicazione mi interessa particolarmente perché le autrici (ad indirizzo cognitivo comportamentale) danno indicazioni terapeutiche fortemente sovrapponibili a quanto insegnato da Carl Rogers, il fondatore dell'Approccio Centrato sulla Persona (scuola psicoterapeutica da me scelta nella mia formazione professionale), quando parla di congruenza come sinonimo di salute mentale.
Il libro descrive ampliamente tre casi clinici: dalla eziopatogenesi fino al processo terapeutico.
Lo stile del manuale è americano, ovvero corredato da alcuni test che il lettore può autosomministrarsi: tali test mi sembrano ulteriormente esemplificativi per comprendere i sintomi, ma non mi sento di suggerire un impiego autodiagnostico del libro. Più opportuno sarebbe che una persona che ritiene di avere disturbi mentali chieda consulenza a un professionista psicologo o psichiatra.
Suggerisco invece la lettura a tutti i professionisti sanitari (medici, psicologi, psichiari o infermieri): sono sicuro che trarranno utilissimi suggerimenti per migliorare la conoscenza di una patologia fin troppo spesso ignorata o confusa con altre malattie mentali.
lunedì 10 gennaio 2022
"Vendetta pubblica. Il carcere in Italia" di Marcello Bortolato e Edoardo Vigna. Editori Laterza, Bari (2020)
"Vendetta pubblica" è un saggio scritto dal presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze (Marcello Bortolato) e un giornalista (Edoardo Vigna): in virtù della posizione degli scrittori, risulta un libro coraggioso perché denuncia le condizioni di vita riservate ai detenuti.
Per mestiere frequento carceri italiane da quasi 20 anni come psicologo e criminologo. Trovo i contenuti del libro aderenti alla realtà: tra le mura dei nostri carceri ci sono troppi detenuti e pochi strumenti di trattamento, di conseguenza il tempo trascorso in carcere è caratterizzato prevalentemente da noia.
Il saggio si sviluppa descrivendo i motivi giuridici ed etici per i quali gli stereotipi popolari in materia penitenziaria sono sbagliati: buttare via la chiave, dentro si vive meglio che fuori, bella vita: vitto e alloggio gratis, ecc.
Il messaggio è chiaro: uno Stato civile dovrebbe avere maggiore attenzione per il reinserimento dei detenuti nella società, non solo perché l'attuale condizione penitenziaria è ingiusta, ma anche perché essa è controproducente: non abbatte i tassi di recidiva e non si fa alcun carico dei fattori che sottendono l'antisocialità.
Molte e chiare le spiegazioni giuridiche.
Il libro è senza dubbio da leggere ed è alla portata anche dei non addetti ai lavori
"Il senso della vita" di Irvin D. Yalom Terza Edizione Beatbesteller (20123). Titolo originale: "Momma abd the meaning of life" (1999)
Trovo Yalom così istruttivo ed entusiasmante, che ho deciso di leggere tutti i suoi libri. Dopo "Le lacrime di Nietzche", "S...
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